“Quasi arzilli” di Simona Morani

“Quasi arzilli”, pubblicato nel 2015, è il romanzo d’esordio di Simona Morani. Non sono solita approcciarmi con facilità a pubblicazioni recenti, eppure sin da subito questo testo ha catturato la mia attenzione per via del tema trattato. È un libro che ho regalato e prestato, che spesso ho consigliato. L’autrice è riuscita perfettamente a mantenere quanto riportato sul retro della copertina: “Una commedia dall’atmosfera inconfondibile dove si ride fino alle lacrime con una punta di malinconia”.

Siamo in un paesino dell’Emilia-Romagna e i protagonisti di questa storia sono dei vecchietti ultra-ottantenni, il cui punto di ritrovo è lo storico bar La Rambla.

  • Ettore – Dopo la morte dell’amico Ermenegildo ha tanti dubbi sull’Aldilà e cerca di venirne a capo come meglio può. A me è parso il più sensibile.
  • Gino – Coi suoi 96 anni si rivela il più vecchio della banda. L’ho trovato fantastico! Denominato “Gino Apecar”, per via della sua Ape verde acqua che guida per le strade del paese, nonostante sia quasi cieco e non abbia né patente né assicurazione, sfuggendo da più di un anno al giovane vigile Corrado.
  • Cesare – Sposato con Irma, che lo tratta come un bambino. Il loro rapporto mi ricorda quello di due anziani che conosco. Mi ha fatto sorridere.
  • Riccardo – Ex dongiovanni, sposato con Franca.
  • Basilio – Ex comandante e partigiano.

Ciascuno di questi simpatici protagonisti ha il proprio momento all’interno del romanzo e, a turno, ne vengono delineati i tratti salienti. Allo stesso modo vengono approfonditi alcuni aspetti di altri personaggi secondari che rivestono un ruolo fondamentale nell’evolversi della trama. Per citare i principali: Elvis, il proprietario del bar La Rambla; il dott. Minelli; il vigile Corrado; Goran, uno straniero che ha acquistato e riaperto il negozio di ortofrutta che era stato di Ermenegildo; don Giuseppe, il parroco di paese. Le cose si fanno esilaranti nel momento in cui il gruppo di amici scopre che sta per essere inaugurata la Villa dei Cipressi, una nuova casa di riposo che a me è sembrato il vero “nemico” in questa vicenda.

Ho trovato che tutti i vecchietti presentati risultassero perfettamente verosimili, seppure ne vengano accentuati alcuni aspetti al fine di aumentare l’ilarità del testo. Basilio mi ha ricordato, per certi versi, l’unica nonna che mi è rimasta, alla quale sono molto legata, che ha la veneranda età di 93 anni. È sempre stata una bella tosta, con un’indole da comandante! (le mani in foto sono le sue)

Lo stile è fresco e leggero mentre la trama, che mantiene un’innata semplicità e linearità, risulta divertente e piacevole. Ma c’è di più in questo testo. Attraverso la comicità, vengono trattati alcuni temi importanti che toccano da vicino chiunque abbia accanto una persona cara di una certa età e, impotente, la osserva sfiorire e perdere quel vigore che la caratterizzava in passato. I movimenti si fanno più lenti, la vista si annebbia, la mente non è più lucida come un tempo. Si è portati a riflettere sul tema della vecchiaia, della solitudine e della morte con un velo appena di tristezza.

Forse dovremmo guardare le persone anziane con occhi diversi, vedere nelle loro rughe d’espressione tutte le esperienze che hanno vissuto e nella loro insofferenza, oltre che la paura della morte, la stanchezza del peso di un’intera vita portata sulle spalle.

Una lettura semplice e poco impegnativa ma ben scritta e mai banale.

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