Helen Keller e Anne Sullivan: la forza di due donne dal destino comune

Foto presa dal web

Helen Adams Keller nasce il 27 giugno del 1880 a Tuscumbia, in Alabama. A soli diciannove mesi contrae una grave malattia che, secondo la diagnosi dei medici del tempo, viene descritta come “una congestione dello stomaco e del cervello” (probabilmente si tratta invece di scarlattina o meningite). Come conseguenza della malattia, diventa completamente sorda e cieca. Da quel momento la piccola Helen comunicherà a gesti. Nel 1886, la madre Kate viene a conoscenza del fatto che Charles Dickens, nel suo resoconto di viaggio dal titolo American Notes, menziona una bambina di nome Laura Bridgman: si tratta della prima persona sordocieca che, cinquant’anni prima, era riuscita a conseguire il diploma, imparando a parlare, leggere e scrivere. A quel punto i genitori di Helen, dopo aver contattato vari specialisti, si rivolgono alla scuola dove Laura Bridgman era stata educata, vale a dire il Perkins Institute for the Blind, il primo istituto negli Stati Uniti dedicato all’insegnamento di persone ipovedenti.

Qui aveva studiato Anne Sullivan, figura che rivestirà un ruolo importantissimo nella vita di Helen Keller. Anne, diplomatasi nel 1886, si era rivelata una delle studentesse più brillanti del suo anno. Era parzialmente cieca dall’età di cinque anni e durante la sua permanenza alla Perkins aveva conosciuto proprio Laura Bridgman, colei che aveva suscitato speranza nei genitori di Helen. Da lei aveva appreso l’alfabeto manuale, una particolare forma di comunicazione mediante gesti eseguiti con le mani, usata per esprimersi in questo tipo di disabilità. Ad Anne Sullivan, ai tempi poco più che ventenne, viene affidata l’educazione di Helen Keller, che invece ha sette anni. È l’inizio di un profondo e duraturo legame che andrà ben oltre il semplice rapporto insegnante-alunna.

Una volta arrivata a casa dei Keller, nel 1887, ad Anne viene concesso di vivere assieme alla bambina in una dépendance nel giardino di casa. Helen era stata molto viziata dai genitori e Anne reputa importante isolarla dal resto della famiglia per poterla educare nel migliore dei modi. Inizialmente Helen fa fatica a capire che ciascun oggetto è identificato da un solo termine ma quando Anne le fa comporre la parola “acqua” mentre dell’acqua viene fatta scorrere sull’altra mano, si rende conto del legame esistente tra segno e significato. Da quel momento l’apprendimento sarà molto più rapido e in pochi mesi la piccola Helen imparerà circa 600 parole oltre che a leggere il braille.

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Anne continua a insegnare a Helen per tutta la sua adolescenza, aiutandola a raggiungere, nel 1904, all’età di 24 anni, il grande traguardo della laurea, che ottiene cum laude presso il Radcliffe College. Helen Keller diventa così la prima persona sordocieca al mondo a laurearsi.

Già nel 1903, inoltre, aveva pubblicato “The story of my life“, la propria autobiografia, che costituisce il primo degli undici libri che scriverà durante la sua vita. Oltre a saper leggere il braille in moltissime lingue, Helen si impegna per riuscire a comunicare con gli altri nel modo più tradizionale possibile, imparando a parlare e a leggere il labiale.

Nel frattempo Anne lavora assieme a Helen a una propria autobiografia, pubblicata in Italia con il titolo “Il silenzio delle conchiglie”. Ad aiutarla nella redazione dell’opera c’è anche John A. Macy, un insegnante di Harvard che sposerà nel 1905. Helen si trasferisce con la coppia in una fattoria del Massachussets e, con Anne, partecipa a svariate conferenze. Nel 1913 Anne si separa dal marito e si trasferisce con Helen a New York, assieme a Polly Thomson, assunta inizialmente in qualità di segretaria. Nel 1915 Helen fonda l’organizzazione non-profit Helen Keller International per la prevenzione della cecità e inizia a viaggiare insieme ad Anne, visitando ben 39 paesi. Entra anche nel mondo della politica, diventando membro del Socialist Party of America, scrivendo molti articoli a sostegno della classe operaia, e dell’Industrial Workers of the World. A partire dal 1924 Anne e Helen diventano testimoni per l’American Foundation for the Blind, organizzazione senza scopo di lucro per persone ipovedenti, e tengono incontri e conferenze sul tema della cecità. La vista e la salute di Anne iniziano a peggiorare, fino a quando non diventa quasi del tutto cieca. Morirà tra le braccia di Helen il 20 ottobre 1936. Da questo momento sarà Polly Thomson a scortare Helen nei suoi viaggi e a tenerle compagnia.

Nel 1937, le due donne visitano la prefettura di Akita, in Giappone. Dato l’interesse mostrato da Helen per la storia di Hachikō, il cane di razza Akita Inu morto nel 1935, la popolazione giapponese le dona un cucciolo di quella razza, chiamato Kamikaze-go, che purtroppo morirà poco tempo dopo per cimurro. Così, nel 1939 il governo giapponese le regala il “fratello maggiore” di Kamikaze, Kenzan-go. L’introduzione della razza Akita Inu negli Stati Uniti viene attribuita proprio a Helen Keller con i suoi due cani, Kamikaze-go e Kenzan-go.

Helen impiega gli ultimi anni della sua vita a raccogliere fondi per l’American Foundation for the Blind, associazione alla quale ha consacrato la propria esistenza e per la quale si è adoperata per oltre 40 anni. Nel 1964 il presidente degli Stati Uniti in persona, Lyndon B. Johnson, le dona la Medaglia presidenziale della libertà, la più importante onorificenza civile americana.

Si spegne l’1 giugno 1968, all’età di 87 anni, nella sua casa di Easton, nel Connecticut.

La storia di Anne e Helen

La vita di Helen Keller e della sua insegnante Anne ha ispirato più volte il mondo del cinema. Il primo film a essere girato è “Deliverance“, film muto del 1919, la cui importanza risiede nel fatto che Anne Sullivan, Helen Keller, Kate Adams Keller e Phillips Brooks Keller recitano interpretando loro stessi. La pellicola, diretta da George Foster Platt, non riscosse però il successo sperato.

Il film più noto è senza dubbio quello del 1962, intitolato “Anna dei miracoli” (titolo originale “The Miracle Worker”), in cui Anne Bancroft e Patty Duke interpretano rispettivamente Anne Sullivan e Helen Keller, vincendo l’Oscar come migliore attrice protagonista, la prima, e come miglior attrice non protagonista, la seconda. Regia di Arthur Penn.

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