“Baltimore, il tenace soldatino di stagno e il vampiro” – Mike Mignola, Christopher Golden

Ero entusiasta di iniziare a leggere questo libro, anche perché rientra pienamente nel mio genere di lettura: ambientazioni un po’ gotiche, un po’ dark, vampiri, mostri… insomma, aveva tutte le carte in regola per piacermi. Poi la copertina è, a mio avviso, stupenda. L’ho comprato in outlet su Amazon, se non ricordo male, invogliata dalla trama e dai commenti positivi. Infine, il fatto che Mike Mignola, l’ideatore di Hellboy, fosse co-autore e illustratore del libro mi ha definitivamente convinta ad acquistarlo, alimentando forse un po’ troppo le mie aspettative. Ma veniamo al libro.


Link di acquisto: edizione cartacea, su Amazon e su Ibs.

Titolo: Baltimore, il tenace soldatino di stagno e il vampiro

Autore: Mike Mignola, Christopher Golden

Traduttore: Stefano Di Marino

Editore: Oscar Mondadori (2011)


TRAMA: Prima guerra mondiale, fronte delle Ardenne. Il capitano Henry Baltimore, unico superstite dì una battaglia infernale, gravemente ferito, risveglia l’ira di un essere mostruoso, un vampiro. E il mondo cambia per sempre: una pestilenza che neppure la morte è in grado di fermare si diffonde in tutta Europa e solo Baltimore, controfigura tragica del tenace soldatino con una gamba sola, può combatterla. Nella sua lotta senza fine contro le tenebre convoca tre amici in una solitaria locanda, tre uomini dal passato inquietante che possono capire la natura del morbo che sta divorando l’umanità. Saranno loro i testimoni dello scontro finale contro il Male in cui Baltimore si troverà a fronteggiare una volta per tutte la creatura che è la sua nemesi da molto, troppo tempo…

La parte iniziale è coinvolgente e introduce in maniera cruda e violenta al mondo della guerra e dei vampiri, con atmosfere cupe e terrificanti. Il protagonista è Lord Baltimore, il quale, dopo aver ferito un vampiro che voleva ucciderlo, scatena la collera del mostro, risvegliando la lotta tra le due razze. I vampiri provocano tra gli uomini una mortale pestilenza che si diffonde per tutta l’Europa. A quel punto la trama si interrompe, spostandosi a un momento successivo: l’incontro di tre uomini in una locanda. Sono stati convocati dallo stesso Baltimore e si scopre che sono tutti accomunati da un legame di qualche tipo con lui. Da qui inizia una fase piuttosto noiosa del libro. Ciascun uomo narra le avventure del proprio passato, legate in qualche modo alla vicenda principale o comunque al tema del soprannaturale. Dalla ricostruzione dei frammenti di storia che ciascuno di loro conosce su Baltimore viene colmato il vuoto temporale che era stato lasciato nel racconto. Il tutto però avviene in maniera meccanica, i personaggi sono privi di spessore. Ho trovato interessanti soltanto i racconti presi singolarmente, alcuni davvero ben scritti e geniali. Ma, finiti quelli, si tornava alla stanza della locanda. I tre uomini si guardavano, si scrutavano, si giravano a osservare la porta aspettando l’arrivo del comune amico. Insomma, in linea generale devo dire che sono rimasta abbastanza delusa.

Lo stesso Baltimore, che dedica la propria vita a vendicarsi dei vampiri, non mi è sembrato un personaggio così carismatico.

“Io sono il flagello dei vampiri. Io sono quello di cui sussurrano, per il quale vagano con terrore, proprio come il resto dell’umanità vaga impaurito da loro. Io sono il cacciatore.”

Per quanto riguarda i disegni presenti all’interno del testo sono stilizzati ed essenziali e li ho trovati adatti all’atmosfera cupa del romanzo.

Ultima nota dolente… il gran finale. Non posso dire cosa accade ma mi è parso che il modo in cui si svolgono i fatti conclusivi sia un po’ troppo “frettoloso”. Durante la lettura si creano delle aspettative che rimangono insoddisfatte. Mi aspettavo qualcosa di più eclatante. Viene anche fornito il collegamento col “tenace soldatino di stagno” presente nel titolo, che si rifà all’omonima fiaba di Andersen, della quale sono presenti abbondanti citazioni all’interno del libro. La “conclusione” lascia intendere un proseguo, e infatti il libro si pone come prequel per la serie a fumetti in 8 volumi pubblicata dalla casa editrice Dark Horse Books (in Italia da Magic Press).

Lo consiglio? Non so, non me la sento di sconsigliarlo ma personalmente non lo rileggerei. Non perché sia scritto male, anzi, alcuni racconti come già detto sono davvero interessanti, ma per via della trama che ho trovato in alcuni punti estremamente noiosa e per via dei personaggi privi di qualsiasi caratterizzazione. Ho fatto davvero fatica a finirlo.

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