Una porta socchiusa ai confini del sole – Magic Knight Rayearth

Oggi sono qui per parlarvi di un anime al quale sono particolarmente legata, andato in onda su Italia uno negli anni ’90 e conosciuto col titolo, lunghissimo, “Una porta socchiusa ai confini del sole” (titolo internazionale: Magic Knight Rayearth). Trae origine dall’omonimo manga di genere fantasy e mahō shōjo, scritto e disegnato dalle CLAMP e pubblicato in Giappone in due serie: la prima, uscita negli anni 1993-1995, la seconda nel 1995-1996. La prima pubblicazione italiana risale al 1995 ma un adattamento più fedele è stato realizzato solo nel 2010-2011 dalla Star Comics, intitolato Magic Knight Rayearth e Magic Knight Rayearth 2.

Non ho mai avuto la fortuna di leggere il relativo manga. Quando ero adolescente, una sola volta mi capitò di chiedere al mio edicolante di fiducia se avesse dei manga. Conoscevo già la risposta ma la sua faccia quando ho pronunciato quella “strana parola” mi ha fatto troppo ridere. Sono originaria di un piccolo paesino, questo dice tutto. Volendo, avrei potuto porre rimedio anni dopo, grazie a internet, ma il momento era passato. Non è detto che non lo farò in futuro, di recuperare un po’ di manga intendo, almeno quelli a cui sono più legata e di cui conosco solo la versione animata. Anzi, è uno dei miei propositi.

Tornando a noi, l’anime in questione, prodotto dalla Tokyo Movie Shinsha, è composto da due stagioni: la prima di 20 episodi e la seconda di 29. Come tutti gli anime trasmessi su Mediaset, è stato fortemente censurato. Scene di nudo, contenuti troppo violenti, o tratti della trama che non convincevano, sono stati modificati per consentirne la visione pomeridiana in tv.

TRAMA: Luce, Marina e Anemone si trovano in gita alla Tokyo Tower, ciascuna con la rispettiva scuola. Non si conoscono ancora ma all’improvviso, dopo aver udito una voce, finiscono catapultate a Cefiro, un mondo completamente diverso dal loro. Clef, potente mago, le informa che un tempo Cefiro era un luogo meraviglioso dove la pace veniva garantita dalle preghiere costanti di una figura, la Colonna Portante, che dedicava la propria vita a tale scopo. Ma l’attuale Colonna, la principessa Emeraude, è stata rapita dal sacerdote Zagato. Le tre ragazze devono superare difficili prove per poter diventare cavalieri magici e salvare la principessa. Solo allora potranno far ritorno a casa. Ma non tutto è come sembra.

La seconda stagione vede le tre ragazze di nuovo a Cefiro per un’altra avventura.

Principessa Emeraude

Sono notevoli le differenze tra la versione cartacea e la trasposizione animata. La prima serie si mantiene più fedele al manga rispetto alla seconda, conservandone il tono umoristico: infatti spesso le protagoniste, quando sono felici, spaventate o arrabbiate, vengono rappresentate in versione super deformed, una sorta di caricatura buffa. Questa peculiarità diventa sempre meno frequente con l’avanzare degli episodi e con la maturazione delle tre ragazze, per poi scomparire quasi del tutto nella seconda stagione. Quest’ultima prende maggiormente le distanze dal manga ed è caratterizzata da un tono più cupo. Vengono inoltre introdotti due personaggi del tutto assenti nel manga, Debonair e Nova.

Esempio di “super deformed

Rivedendo l’anime da adulta ho potuto meglio apprezzare i disegni, che sono molto particolari, con questi occhi luminosi e grandissimi, che fuoriescono quasi dal viso e sembrano delle pietre preziose. Per volere delle autrici, i nomi delle protagoniste sono stati resi in italiano mantenendone il significato originario: così Luce, Marina e Anemone nel manga originario si chiamano rispettivamente Hikaru (“luce”), Umi (“mare”), (“vento”). Anemone deriva dal greco antico άνεμος, “vento”.

Nella prima stagione troviamo delle protagoniste immature e spaventate, tutte tranne Luce, che si distingue immediatamente per forza e coraggio. Viene identificata dal colore rosso e da un potere legato al fuoco. Marina, associata all’acqua e al colore blu è quella che piagnucola più spesso, mentre Anemone, che possiede il potere del vento ed è rappresentata dal colore verde, è molto insicura. Seguiremo un’evoluzione e una crescita, molto bella, di queste tre ragazze nel corso della prima stagione. Si troveranno a dover compiere un percorso difficile e tortuoso, a dover contare solo sulle proprie forze e a fronteggiare mostri e nemici.

La seconda stagione vede il ritorno delle tre amiche a Cefiro, minacciato da truppe provenienti da altri mondi. Il cambiamento in Luce, Marina e Anemone è evidente già da qui: stavolta sono loro a desiderare fortemente di tornare a Cefiro. Credo di aver preferito questa serie alla prima perché oltre all’introduzione di nuovi personaggi, c’è una profondità maggiore: qui la protagonista indiscussa è Luce che, facendo un po’ un gioco di parole, deve combattere le proprie ombre e guardare nel suo cuore. Non mancano comunque gli elementi comici. Ho apprezzato molto le colonne sonore che cambiano in base al popolo invasore o alle circostanze.

La cosa che mi è piaciuta di quest’anime è che la trama non è scontata come sembra, cosa di cui ci si rende conto una volta arrivati all’episodio conclusivo della prima serie. Vengono inoltre affrontati temi non indifferenti: l’amicizia; la crescita personale; il dover prendere decisioni difficili; il dover convivere con le conseguenze di tali scelte; la sofferenza; la perdita e la morte; la paura; la debolezza; la malattia; il coraggio; la forza.

Per quanto riguarda il doppiaggio, mi ha lasciata un po’ perplessa per alcune scelte. Ad esempio il personaggio di Caldina: dovendo rendere un accento di una particolare area del Giappone, con la trasposizione italiana è diventato emiliano, con tanto di riferimenti a tortellini e piadine. La cosa stona un po’ visto che, ovviamente, tutte le immagini ritraggono il Giappone e non l’Italia. Allo stesso modo sono stati eliminati cartelli e riferimenti al Giappone, cosa che non comprendo visto che sin dalla prima scena è la città di Tokyo a essere mostrata. Ci tengo a sottolineare che le mie sono semplici considerazioni personali perché non è il mio campo e mi limito a esprimere un parere su una cosa che mi ha lasciata dubbiosa. Ciò non toglie che il personaggio di Caldina sia simpaticissimo!

Ecco un dialogo tratto dall’episodio 1×13.

Marina: Ehi Luce, questo non ti sembra un accento familiare?

Luce: Ummmh

Marina: È possibile che esistano analogie linguistiche tra la Terra e Cefiro? O anche qui c’è una città dove si mangiano piadine e tortellini?

Non mi è piaciuto il doppiaggio di Lantis.

Nel 1997 è stata realizzata anche una serie di tre OAV (che non sono riuscita a reperire), dal titolo Rayearth, che presenta una trama alternativa ed ha per protagonisti gli stessi personaggi della serie ufficiale. Nel 2000 la Yamato Video li pubblica in tre VHS, con il titolo di Rayearth – Il sogno di Emeraude. L’anno seguente vengono trasmessi da Mediaset sotto forma di un unico film della durata di un’ora e mezza. E, per finire, nel 2006, i tre episodi vengono pubblicati sempre da Yamato Video in un unico Dvd.

Vi lascio con la meravigliosa sigla cantata da Cristina D’Avena!

FONTI UTILIZZATE

(immagini prese da internet)

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