“Cambiare l’acqua ai fiori”, Valérie Perrin

Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin è un libro di cui si è parlato molto. Mi è stato regalato tempo fa, avevo letto molti commenti entusiastici su questa lettura, alcuni estremamente negativi, e avevo voglia di farmi una mia idea. Ero rimasta affascinata dal modo in cui il libro è diventato popolare in Italia, non per mezzo di una pubblicità martellante, ma tramite il passaparola dei lettori. Era stato infatti pubblicato nell’estate del 2019, passando inosservato, e solo durante il lockdown ha raggiunto la notorietà, diventando un vero e proprio caso editoriale.

Per quanto mi riguarda, pur non rientrando tra i generi che leggo solitamente, mi è piaciuto molto. È riuscito a emozionarmi, a toccare corde profonde e a farlo con delicatezza.

La protagonista è Violette Toussaint e fa la guardiana di un cimitero in Borgogna. È ambientato tra il 2016 e il 2017 ma è per mezzo di flashback, storie parallele e intrecci narrativi che si costruisce e si stratifica la trama principale.

È la storia di Violette, della sua vita, della riscoperta di sé stessa; è il racconto di un immenso dolore, del ritorno alla vita. Gli stati d’animo di Violette sono ben descritti: si percepisce tutta la sua sofferenza, il senso di vuoto che prova. Forse è questo che mi è rimasto maggiormente di questa lettura, l’emotività che trasmette e l’intensità con cui lo fa.

Un libro ambientato in un luogo di morte, che parla della rinascita alla vita. Un libro che parla del dolore di chi rimane e della forza interiore necessaria per affrontarlo e renderlo sopportabile.

Ho visto molti paragonarlo a “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, che ho in libreria ma non ho ancora letto. Confermate?

15 Replies to ““Cambiare l’acqua ai fiori”, Valérie Perrin”

    1. Ciao, è un piacere leggere il tuo commento e lo scrivo con la più grande sincerità. In realtà non sono esattamente tornata. Ultimamente uso il blog come una sorta di contenitore dove inserisco l’articoletto con le mie impressioni sui libri letti, ma tutto qui purtroppo. Sto cercando di essere un po’ più attiva e mi collego solitamente due o tre volte a settimana a dare una sbirciata veloce ai blog a cui sono più affezionata. Sono passata anche dal tuo ma non me la sono sentita di lasciare un commento veloce, che poteva apparire superficiale o, per lo stesso motivo, un semplice like. Ti mando un fortissimo abbraccio!

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  1. Bentornata, 😀! Ho sentito molto parlare di questo libro ma finora non l’ho ancora letto. La recensione che hai scritto è davvero interessante, 👍👍👍. Anche se ho un’immensa wish list di libri che voglio leggere aggiungo anche questo, 🙂. Sono previdente e non vorrei mai restare a secco di nuove letture, 😉.

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      1. Ehhh, come ti capisco, 😉: dopo che ho finito la scorta cartacea da qualche mese sono passata agli ebook. Mi devo tenere a freno e comprarne 1-2 alla volta altrimenti finirei per riempire l’intera memoria dell’iPad con tutti i libri che voglio leggere, 😁. Ahhh, qualcuno mi fermi! 😂😂😂

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  2. Ciao 🤗 bentornata! Ho sentito parlare di questo libro da una mia amica, che ha iniziato a leggerlo… il significato come dici tu sembra molto profondo… di per sè mi incuriosisce molto, non deve essere una lettura leggera, ma sicuramente lascia un arricchimento spirituale. Il fatto che sia ambientato in un cimitero è originale, molte persone evitano questi luoghi, su cui invece c’è molto da dire, essendo luoghi dove possiamo andare a far visita a chi non c’è più❤… Si, risulta anche a me il paragone con “L’eleganza del riccio”, ma non avendo letto direttamente questi libri temo di dire qualche eresia😅😆!

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